Certificazioni tessili

Certificazioni tessili

Analogamente al settore alimentare, per garantire la produzione sostenibile dei tessuti è necessario avvalersi delle certificazioni. 
I nostri fornitori, che operano in territorio italiano, sono presenti nella lista stilata da ICEA, un consorzio senza scopo di lucro, che controlla e certifica migliaia di aziende all’insegna del rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

Di seguito le certificazioni dei tessuti che utilizziamo:

FSC (Forest Stewardship Council) è un certificato internazionale associato ai prodotti derivanti dalle foreste per tutelarle.

La certificazione FSC si suddivide in due categorie: la certificazione di Gestione forestale, per proprietari e gestori forestali, e la certificazione di Catena di custodia, per imprese di trasformazione e/o commercio di prodotti forestali.
I prodotti certificati FSC derivano da foreste controllate, nelle quali la deforestazione viene effettuata in maniera responsabile, e nella maggior parte dei casi seguita dal re-innesto di alberi. Si tratta di una certificazione indispensabile anche per quanto riguarda il rispetto delle condizioni sociali dei lavoratori e soprattutto di eventuali abitanti delle foreste (animali o umani).

Consulta la Documentazione tecnica

GOTS (Global Organic Textile Standards) è leader mondiale nella definizione degli standard di produzione sostenibile di indumenti e prodotti tessili, realizzati con fibre naturali da agricoltura biologica, come il cotone e la lana, ed include severi criteri ambientali e sociali. Trovo molto coinvolgente ed educativo il video caricato su YouTube dallo stesso ente e tradotto in varie lingue. Lo scopo è chiarire che l'utilizzo della fibra organica da sola non è sufficiente affinché la filiera possa essere considerata sostenibile, bensì l'intera catena produttiva deve essere eco-friendly

Consulta la Documentazione tecnica 

REACH è un regolamento europeo redatto in collaborazione con Greenpeace che prevede controlli di tutte le sostanze chimiche prodotte o importate in Europa. 

Pone importanti traguardi in ambito ambientale e sociale:
- divulgare la pericolosità dei pericoli derivanti dall'utilizzo dei prodotti chimici in modo da proteggere la salute umana e l’ambiente;
- imporre l'utilizzo di metodi alternativi ai test delle sostanze chimiche, che normalmente vengono eseguiti su animali;
- migliorare e il settore innovativo e la competitività delle industrie chimiche europee.

Nell’ambito della Moda Sostenibile tale regolamentazione copre tutte le fasi di lavorazione dei prodotti, le quali avvengono per lo più attraverso procedimenti chimici, per lo più nelle fasi produttive iniziali, ma anche in quelle finali: basti pensare alla tinteggiatura dei capi di abbigliamento, ai lavaggi e alle grafiche.

Consulta la Documentazione tecnica

ECOLABEL EU è anch’esso un marchio importante di qualità ecologica dell'Unione Europea, che certifica Ecovero™, la viscosa sostenibile brandizzata dal gruppo austriaco Lenzing (tra i leader mondiali della produzione di viscose), oltre ai tessuti Modal®Tencel® e le omonime aziende. 

Consulta la Documentazione tecnica

GRS (Global Recycled Standard), gestito da Textile Exchange (ONG), è riconosciuto come il più importante standard internazionale per la produzione sostenibile di indumenti e prodotti tessili realizzati con materiali da riciclo.

La Global Recycle Standard garantisce:
- prodotti contenenti almeno il 20% di materiale da riciclo pre-consumo e post-consumo;
- attività e processi manifatturieri attraverso i quali il materiale riciclato viene impiegato per realizzare prodotti intermedi (ad esempio: filati e tessuti) o prodotti finiti destinati al consumatore, che utilizzino modelli e procedure gestionali conformi ai requisiti fissati.

Consulta la Documentazione tecnica

Sebbene come per altre certificazioni promosse da Textile Exchange, anche GRS imponga regole ambientali molto severe e venga assegnato alle aziende che rispettano i diritti sociali, ritengo che la percentuale da loro stabilita per considerare un materiale riciclato sia troppo bassa.
Il mio auspicio è che l’obiettivo sia quello di puntare al minimo spreco possibile, dunque di alzare l’asticella da un 20% al 100% quanto prima. 
Per raggiungerlo, ovviamente è indispensabile un impegno costante da parte delle filiere produttive. 

Torna al blog

Lascia un commento

Si prega di notare che, prima di essere pubblicati, i commenti devono essere approvati.